Biodiversità e Ambiente

La Biodiversità Alimentare è legge

biodiversità

La Biodiversità Alimentare è legge, possiamo salutare favorevolmente la nuova legge sulla valorizzazione e tutela della biodiversità agraria ed alimentare approvata in via definitiva dalla Camera dei deputati il 19 novembre scorso.

La biodiversità

alimentare assicura alle popolazioni l’accesso regolare ad un’alimentazione sufficiente e di alta qualità, in grado di consentire una vita sana e attiva. Importante diventa quindi, contribuire a preservare e promuovere la biodiversità alimentare, attraverso la valorizzazione delle conoscenze tradizionali sviluppate nel corso di generazioni da comunità di agricoltori, attraverso i prodotti locali agricoli, tipici di quel determinato territorio. Tutto ciò consente di salvaguardare le nostre terre con persone, gli agricoltori, quali “tutori” dell’ambiente, evitando degrado e dissesto del territorio.

Il “prodotto tipico” rappresenta le nostre origini e va quindi difeso, conservato e tutelato. Racconta la nostra storia, la nostra cultura, le nostre tradizioni, le nostre esigenze nutrizionali. E’ legato a un luogo concreto, alle sue risorse ambientali, ai suoi processi storici, alle sue reti comunitarie e alla gente che lo abita.

Una cosa che l’Italia può vantare come primato assoluto, sono

la cultura enogastronomica

ed un panorama ricchissimo di biodiversità agroalimentari. L’uomo attuale sta drasticamente riducendo il numero di specie alimentari a poche coltivate. Il genere umano utilizza per il 90 per cento della propria alimentazione di origine animale, solo 14 specie di mammiferi e di uccelli, e solo quattro specie – grano, mais, riso e patate – forniscono all’organismo metà della sua energia di origine vegetale (Fonte FAO) ed un numero ridottissimo di specie vegetali, molte delle quale sono irrimediabilmente perdute. Le specie commestibili sono all’incirca 250.000, di cui solo 7.000 utilizzate e mediamente oggi se ne consumano abitualmente una ventina. In natura, le specie viventi sono intrecciate in reti trofiche, ordinate in sistemi ecologici. L’uomo, nella sua storia evolutiva, ha accolto come cibo molte specie naturali, ha selezionato quelle più vantaggiose, è arrivato a gestirne il patrimonio genetico, a modificarne caratteri e qualità nutrizionali.

Ma oggi, sempre più, nasce l’esigenza di consumare alimenti locali e di stagione, cosi detti a chilometro zero (prodotti del territorio che non devono percorrere lunghe distanze prima di giungere in tavola, creando i farmers market), con l’obiettivo di risparmiare e salvaguardare l’ambiente e la sua biodiversità, di promuovere e mantenere uno stato benessere duraturo, visto che l’uomo dipende dalla ricchezza di specie alimentari per il suo sostentamento.

Aumenta sempre più la richiesta di alimenti da agricoltura biodinamica e biologica. Ricordiamo che l’atto del mangiare, più di qualsiasi altra esperienza, mette l’uomo in rapporto con il mondo naturale. Nutrirsi è insieme una necessità e il modo più diretto e completo di rapportarsi al mondo fuori di noi, di esprimere la nostra cultura attraverso la scelta dei cibi e le modalità del consumo. Stato di salute e’ condizione di completo benessere fisico, mentale, sessuale, spirituale e relazionale con il biotopo e la biocenosi della propria nicchia. Lo stato di salute, per l’uomo, è legato all’equilibrio fra le funzioni biologiche del suo organismo (omeostasi).

Per cui, possiamo considerare lo stato di benessere come l’estensione di tale equilibrio ai rapporti con l’ambiente di vita nel quale, in vario modo, interagiamo con uomini, animali, piante, anelli di un’unica catena che attraversa il pianeta e i suoi ecosistemi, ma anche con acque, venti, odori, suoni.

Elvira Tarsitano, Biologa
Interazioni Ambiente- Alimenti e Salute Pubblica
Divulgatrice scientifica
Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”

Il benessere è armonia tra uomo e natura. Quindi la ricchezza di specie alimentari è fondamentale per il nostro benessere!